ISO

In caso di certificazione, cosa l’ente analizzerà? Tutto ciò che fa l’azienda o sono una parte di essa?

L’azienda subirà la verifica solo su quanto richiede che sia inserito nel campo di applicazione del certificato. L’ente di certificazione non può emettere giudizio su quanto non indicato nel campo. Quindi i parametri di cui sopra sono settati solo su quello che richiede l’azienda sul certificato (e quindi che sia oggetto di audit).

Cosa comporta il trasferimento in sorveglianza da un ente ad un altro?

Comporta solo il subentro in verifica di un nuovo ente di certificazione, e la relativa emissione del nuovo certificato dell’ente subentrante, mantenendo inalterato il processo certificativo.

Che differenza c’è tra nuova certificazione, trasferimento in sorveglianza e trasferimento in ricertificazione e perché cambia il costo?

La differenza è ovvia e relativa all’anno in cui si dovrà effettuare la verifica in relazione all’iter certificativo, il quale inizia con Certificazione Iniziale, continua con due sorveglianze, per poi ripartire con la ri-certificazione, alla quale sono associate comunque le sorveglianze. Ovviamente il cliente potrà decidere, visto l’equiparabilità degli enti, di essere soggetto a verifica da un altro ente diverso da quello precedente, in tal caso si parla di trasferimento. Pertanto il processo si divide in:

  • Certificazione Iniziale: prevede audit di stage 1 e di stage 2 inquanto si dovrà prima verificare prima la presenza di un sistema, allineato allo standard, e poi si verificherà sul campo la corretta applicazione delle procedure ecc. Si parlerà di certificazione iniziale nel caso di clienti nuovi o clienti che a seguito di riesame dell’ente subentrante non ci sono i presupposti per trasferimento (mancanza report di audit, richiesta effettuata con certificato già scaduto ecc.);
  • Sorveglianza: prevede verifica di solo stage 2. È la verifica periodica annuale a seguito della prima o di quella di ricertificazione;
  • Ri-certificazione: prevede solo verifica di stage 2. Si procede alla ricertificazione quando il cliente già certificato richiede di continuare l’iter certificativo senza perdere la storicità del certificato stesso. Affinché la pratica del cliente possa essere considerata come ricertificazione e non certificazione iniziale, l’audit di stage 2 dovrà essere effettuato prima della scadenza naturale del certificato;
  • Trasferimento: Verifica solo di Stage 2. Si parla di trasferimento quando il cliente decide che la verifica infra-annuale o quella di ricertificazione non venga più effettuata dal vecchio ente di certificazione ma da un nuovo che dopo aver esaminato la documentazione del cliente accetta di subentrare. Ovviamente con il trasferimento resta invariata la storicità del certificato.

Che significa Stage 1 e Stage 2 e perché la certificazione iniziale costa di più degli altri anni

  • L’azienda cliente, non avendo una certificazione in essere valida o non essendo mai stata certificata, non è avvalorata da nessuno che ne garantisca il processo gestionale e l’aderenza a tutti i punti richiesti dalla normativa. Quindi, l’ispettore, prima di andare in azienda (stage 2) deve verificare che la stessa abbia un sistema in essere a norma.
  • Il secondo step è lo Stage 2.
  • Ecco perché la certificazione iniziale costa di più degli altri anni.

Per avere lo sconto sulla polizza assicurativa, Il campo di applicazione della ISO deve comprendere l’oggetto di gara?

No, se l’azienda con la certificazione accreditata dimostra di essere in possesso di un sistema di gestione aziendale congruo allo standard, indipendentemente da quanto va ad eseguire in gara. In virtù di ciò riceve comunque l’abbattimento della polizza all’1%.

Il campo di applicazione della ISO deve comprendere tutte le categorie che ho sulla SOA?

No, alla SOA basta, come indicato dal d.p.r. 207/10 (che regola il lavoro delle soa) semplicemente che il certificato sia stato emesso nel settore IAF 28 (indipendentemente se A oppure B), e che sia in vigore, e sia stato emesso da un ente accreditato diretto Accredia o un ente internazionale mutualmente riconosciuto per l’RT05 da Accredia.

Perché il campo di applicazione incide sul prezzo e come si calcola il numero di addetti?

Il campo di applicazione incide rappresenta la porzione di azienda che dovrà essere verificata. Pertanto, si dovrà considerare, in relazione a quella porzione, tutti i soggetti coinvolti, sia personale diretto (assunti, indipendentemente dal contratto) che indiretto (subappaltatori, tecnici esterni ecc.) che incidono su quel processo valutato. In relazione alle ore di lavorazione di ogni addetto può essere valutata la possibilità di riduzione del numero di addetti (ogni ente definisce regole proprie).

Chi stabilisce i parametri sui quali si fonda un costo di certificato?

I parametri fondanti sono stabiliti a monte dalle organizzazioni che si sono occupate dei dettami di accreditamento degli organismi di certificazione, nonché dalle organizzazioni nazionali di controllo (in italia ACCREDIA) ed ovviamente dalle regole interne (quali politica tariffaria) degli organismi di certificazione);

Quali sono i parametri sui quali si fonda il calcolo del costo di certificazione? – Chi controlla che l’azienda dichiara correttamente i parametri necessari per definire il prezzo?

Il preventivo si effettua valutando:

  • N° Addetti: si intende sia i dipendenti diretti – indipendentemente dal contratto-, sia quelli che entrano in gioco nel processo per il quale l’azienda richiede di essere certificata, sia i tecnici, sia subappaltatori anche se lavoratori a cottimo;
  • Fatturato medio ultimo triennio;
  • Anno di certificazione: se è una nuova certificazione, un trasferimento in sorveglianza oppure un trasferimento in ricertificazione;
  • Standard Richiesto con eventuale integrazione tra gli standard: 9001-14001-18001-sa8000 – integrazione di alcuni di essi;
  • Presenza o meno della progettazione: se l’azienda vuole che nel certificato sia inserita la progettazione, allora aumentano le giornate di verifica;
  • Distanza di eventuali siti temporanei: es. cantiere nel caso di aziende edili, rischi connessi al campo di applicazione richiesto (scopo richiesto sul certificato) – nel caso di 14001 e 18001 il numero di giorni di verifica dipende dal rischio aziendale- ciò perché, come è chiaramente intuibile, è molto diverso controllare 40 persone in un ufficio, piuttosto che 40 persone in una fabbrica chimica;
  • Ampiezza del campo di applicazione richiesto;
  • I parametri vengono verificati dal Team di Audit quando effettua la verifica, il quale in caso di incongruenza dei parametri, concorda con l’ente di certificazione e decide con lo stesso se aumentare o meno i giorni di verifica in relazione a quanto oggettivamente (tabelle IAF) cambia l’incidenza dei parametri di cui sopra;

Perché in caso di certificazione “integrata” il costo di ogni standard si riduce?

Perché le normative hanno tanti punti in comune e quindi il Team di Audit (“l’ispettore”) deve controllare solo pochissimo in più rispetto al controllo di un singolo standard e quindi si riducono marginalmente il numero di giornate di verifica. La ISO 9001 e la ISO 14001 hanno circa il 95% per controlli in comune, pertanto lo IAF ha previsto nelle tabelle di calcolo di giornate uomo una riduzione fino al 30% in caso di certificazione integrata.

La OHSAS 18001 mi conviene? – Perché Certificarsi

Indubbiamente Si, perché:

  1. Si ottiene uno sgravio sul premio pagato INAIL che passa dal 30% al 7% (mediante l’indicazione nel modello OT24 che si fa a febbraio di ogni anno). Si ha inoltre diritto allo sconto per l’anno di dichiarazione solo se il certificato è stato emesso entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello della presentazione del modello di autoliquidazione di cui sopra. Questo “premio” permette all’azienda di ottenere un risparmio notevole che arriva anche ad €. 900 annui a dipendente;
  2. Si subisce una verifica dettagliata (come quelle degli enti pubblici preposti) dell’applicazione della 81/08 con maggiore sicurezza. Ciò permette inoltre di avere la piena consapevolezza di quali sono i punti deboli soggetti a sanzioni (si ricorda che la mancata corretta tenuta del DVR prevede una multa ed una sanzione penale.);
  3. Viene sempre più spesso richiesto come requisito cogente o premiante nelle gare d’appalto (ovvero come requisito a pena di esclusione, oppure nelle gare “a punteggio” come punti bonus aggiuntivi);
  4. Permette di gestire tutto il processo di controllo degli adempimenti previsti dal D.lgs 81/01;

Quanto dura la certificazione? E quante verifiche si devono concludere?

La certificazione dura 3 anni, ma annualmente si può decidere di passare da un istituto di certificazione ad un altro per merito degli accordi MLA.

Sono obbligato a certificarmi ISO? La certificazione ISO è obbligatoria?

La norma non lo prevede, ma nella pratica è ormai necessaria per lavorare con le stazioni appaltanti soggette alla disciplina del D.Lgs 163/06 nonché con i soggetti privati più importanti, i quali ne fanno spesso richiesta obbligatoria. Diviene obbligatoria ai sensi del DPR 34/00 per ottenere la Classificazione dalla III in poi è necessario che l’azienda debba essere in possesso di un certificato valido nel settore IAF 28 ed emesso da un ente di certificazione accreditato Accredia o rientrante negli organismi riconosciuti per il settore IAF 28 allineatisi quindi Regolamento Tecnico di Accredia RT05.

Oltre al vantaggio in termini di pieno controllo del processo organizzativo, quali sono le altre motivazioni pratiche che possono spingermi a certificarmi in qualità?

  • Lavorare con Stazioni appaltanti pubbliche, o comunque soggette al D.Lgs 163/06 (codice dei contratti pubblici) o per lavorare con fornitori importanti che la richiedono come requisito fondante;
  • Avere sconto polizze (il valore della copertura passa dal 2% all’1% e quindi si riduce il premio da pagarsi all’assicurazione). (ogni azienda quando partecipa ad una gara di appalto deve effettuare una polizza assicurativa, talvolta viene richiesta quella bancaria, in entrambi i casi comunque si ha una riduzione del prezzo della polizza);
  • Soa:
    • Per aumentare le classifiche per merito dell’ICP (Incremento Convenzionale Premiante);
    • Perché richiesto dalla III classifica in poi;

La qualità mi conviene? – Perché certificare il sistema di gestione? (9001, 14001, ecc.)

La certificazione del processo di gestione non è una semplice incombenza burocratica, ma è una opportunità di miglioramento continuo. Consente al management di avere la consapevolezza di ciò che accade nella propria azienda riuscendo effettivamente a comprendere come i reparti lavorano, come si interfacciano tra di loro, come gestiscono l’operatività ordinaria e straordinaria, garantendo all’imprenditore ed alla direzione in generale, il totale controllo del processo di gestione cosicché nulla sia lasciato al caso; trasformando i costi in opportunità di business.

Quale documentazione mi occorre per passare da un ente di certificazione ad un altro?

Per richiedere il trasferimento infra-annuale ad altro ente di certificazione o anche in fase di scadenza triennale, il cliente deve in primis possedere un certificato in corso di validità, in secondo luogo fornire all’ente di certificazione una serie di documentazioni che permetteranno all’ente subentrante di comprendere lo stato attuale della programmazione degli audit e dei risultati della stessa (es. rapporti di audit degli anni precedenti con relativi esiti, CCIAA, ecc.) sulla scorta della quale l’ente subentrante dovrà fornire la propria valutazione e proseguire l’iter certificativo al pari del vecchio ente.

Posso decidere di cambiare ente certificatore prima della scadenza triennale? Perché è possibile ricevere la verifica di mantenimento annuale da un altro ente anziché quello attuale?

L’azienda cliente può decidere di essere soggetta a verifica di mantenimento da qualsiasi ente, purché accreditato negli standard e settori oggetto di certificazione da Organismo firmatario degli accordi MLA. Può inoltre trasferire la certificazione da un ente all’altro prima della naturale scadenza triennale senza che questo alterare in alcun modo la validità della certificazione. Ciò è fattibile previa verifica della presenza di alcuni requisiti.

Qual è il significato della sigla UNI EN ISO? Quale differenza tra ISO 9001:2004 ed ISO 9001:2015?

La normativa si chiama UNI EN ISO perché la norma è stata emanata dall’organizzazione ISO (International Organization for Standardization) alla quale aderiscono gli Enti Nazionali di Normalizzazione di 146 stati, la quale ha specificato quelli che sono i requisiti organizzativi che un’ entità aziendale deve avere per poter soddisfare un processo aziendale controllato e volto alla piena soddisfazione del cliente (9001). L’Ente Nazionale di Normalizzazione in Italia si chiama UNI, il quale è una entità privata senza scopi di lucro, che ha approvato e convertito in Italia la normativa EN ISO 9001. La sigla EN è la sigla del CEN (European Committee for Standardization – ente normalizzatore riconosciuto dall’Italia e dall’Unione Europea preposto all’unificazione e normazione del settore elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni) che ha approvato la ISO 9001 in Europa.

Tutti gli Enti di Certificazione sono uguali ed i certificati da loro emessi sono allo stesso modo spendibili?

La valenza dei certificati varia in funzione dello stakeholder richiedente, per la partecipazione alle gare di appalto o comunque alle procedure di gara le cui stazioni appaltanti sono soggetet al D.Lgs 163/06 spesso sono richiesti esplicitamente certificati accreditati da Accredia o emessi da enti mutualmente riconosciuti ovvero emessi da Enti di certificazione accreditati da Organismi nazionali di accreditamento firmatari degli accordi MLA, accreditanti l’ente che ha emesso il certificato in corso di validità.

Che sono gli accordi MLA e che sanciscono? Perché possono passare da un organismo ad un altro avendo la mia certificazione sempre valida?

Gli Accordi MLA ovvero Accordi di Mutuo Riconoscimento prevedono, in virtù dell’allineamento a regole di controllo e gestione condivisa, che un certificato emesso da un ente di certificazione accreditato da un Organismo Nazionale di Accreditamento firmatario degli accordi di Mutuo Riconoscimento è esattamente equipollente ad un certificato emesso da un qualsiasi altro organismo nazionale di accreditamento firmatario degli accordi ad oggetto. Ovviamente perché ciò avvenga è necessario che l’organismo sia stato accreditato nei settori e per gli standard oggetto di certificazione.

A quali controlli sono sottoposti gli organismi nazionali di accreditamento?

Gli Organismi Nazionali di Accreditamento o Enti di Accreditamento (in Italia Accredia, in Spagna Enac, in Australia Jas-Anz, In Francia Cofrac, ecc.) fanno parte di vari enti cooperatori internazionali quali EA (European Cooperation for Accreditation), IAF (International Accreditation Forum) ed ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation), ed alle quali associazioni è delegato il compito di controllo sugli organismi stessi.

Cosa è una ISO e perché sono nate le certificazioni?

Con la sigla ISO si intendono quella serie di norme redatte dall’Organizzazione internazionale per la normazione (ISO) che attribuiscono i requisiti minimi affinché un sistema di gestione sia considerato garante del controllo di un particolare aspetto di gestione (9001=Sistema di gestione per la Qualità; 14001=Sistema di gestione Ambientale; ecc.).

L’obiettivo è quello di porre delle linee guida ai processi organizzativi, al fine di ottenere un miglioramento globale delle performance aziendali in tutti i livelli di erogazione: produzione, servizio e soddisfazione globale del cliente.

Esse nacquero per agevolare il libero commercio dei beni definendo degli standard che le aziende dovevano rispettare affinché fossero equiparabili. Equiparabilità nei prodotti, ottenuta tramite le certificazioni di prodotto (in Europa la c.d. marcatura CE), equiparabilità del livello gestionale ottenuta tramite le certificazioni di sistema (ISO 9001 ex. Vision 2000 ed altre).

A tal fine si definirono anche quelle che erano le regole generali di accreditamento delle aziende, definendo i ruoli degli Organismi Nazionali di Accreditamento, e la equiparabilità delle certificazioni emesse dagli stessi tramite gli accordi MLA (accordi di mutuo riconoscimento).

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